Vivamo in una città millenaria e caotica chiamata Roma.
Il numero dei cittadini cresce ogni anno che passa e la mole di automobili che intasano strade cittadine e tangenziali rende l’aria sempre più irrespirabile.
Facendo un rapido calcolo delle ore passate intrappolati in quelle scatole di latta su gomme, ci si rende conto che la nostra vita è per la maggiore fatta di traffico cittadino, polveri sottili ed emissioni di monossido di carbonio.
Quanto realmente conviene alla salute respirare un aria malsana e restare bloccati nel traffico ad imprecare per ore aumentando la dose di stress quotidiana già alimentata e messa a dura prova dall’insoddisfazione insita nell’essere chiamato umano?
Come molti ormai, siamo incapaci di vivere lontani dalle città e le possibilità socio economiche che offrono, restiamo quindi intrappolati in una morsa di frenesia e stress quotidiano che impropriamente ci hanno insegnato a considerare vita.
Questa società ci ha portato con la televisione ed i falsi miti dell’apparire a modificare radicalmente il nostro stile di vita, tanto che sempre più spesso mi capita di incontrare persone la domenica, che preferiscono girovagare senza meta nei centri commerciali piuttosto che andare al mare, fare un picnnic con gli amici, andare a passeggiare nei boschi o visitare una città d’arte ancora sconosciuta.
Queste persone senza rendersene conto, comprano la loro felicità tra gli scaffali dei negozi, tra gli abiti alla moda e gli elettrodomestici cromati, spendono quasi tutto quello che guadagnano come terapia contro la depressione sociale che li assale e dimenticano che la felicità spesso si trova in cose più semplici come un sorriso.
Nel buio assoluto in cui sempre più sprofondiamo, è tuttavia possibile scorgere delle luci, una di questa è rappresentata dai ciclisti cittadini, gruppi di persone di tutte le fasce d’età che dicono no alle inquinanti automobili, al traffico e lo shopping in centro, e prendono le loro bici per spostarsi in città o pedalare trai campi e sui monti.
Persone che hanno la consapevolezza di non dover dipendere da nessuno se non dalle proprie energie, di non essere schiave dei carburanti e di non avere nessuna fretta di arrivare.
Questa realtà in costante crescita è supportata attivamente dalle ciclofficine, luoghi dove alcuni volontari appassionati di bici, riparano ed insegnano a riparare gratuitamente le biciclette a chiunque ne abbia bisogno.
In cambio non chiedono altro che delle offerte spontanee di qualsiasi entità per supportare l’acquisto di utensili nuovi da utilizzare per riparare le bici.
Queste ciclofficine presenti su tutto il territorio romano con il loro impegno si occupano di diffondere la cultura della bici ed uno stato sociale fatto di collaborazione e interscambio culturale, di lenti spostamenti ed eventi sociali e gastronomici.
Se non si prova ad andare in bici, non si riesce bene a comprendere il motivo per il quale non si vorrebbe mai scendere.
Pedalando si ritrova il tempo per stare a contatto con se stessi, viaggiare profondamente nei pensieri e nei ricordi, distaccandosi dalla realtà circostante dimenticandosi della frenesia quotidiana.
I bikers, così come sono chiamati oggi giorno, dispensano più facilmente sorrisi alla gente, perchè imparano a sorridere a se stessi. Quando si è sereni, tutto appare in una luce diversa, quando non si corre verso futili obiettivi ma ci si sposta lentamente senza fretta di arrivare, si guarda il mondo in maniera diversa, al punto che gl automobilisti sempre incazzati, con le loro facce cupe, quasi finiscono per fare tenerezza e scatenare ilarità.
In questo spirito di serenità si vive meglio il rapporto con gli altri e si sviluppano iniziative sociali e culturarli di vario genere come picnic all’aperto di ciclisti, gite fuori porta in montagna, discussioni sull’ambiente e la mobilità alternativa, presentazioni di libri, gare di cucina ed aste di oggetti inutili al solo scopo di socializzare.
Andare in giro in bici la domenica con un gruppo sempre crescente di amici, partecipare ai picnic settimanali e gli incontri su vari temi scelti settimanalmente è il modo migliore per affrontare la settimana lavorativa con il sorriso.
Se sei stanco di una vita grigia in attesa di qualcosa che non arriva mai, se non vuoi più comprare la tua felicità a tempo determinato nei negozi dei centri commerciali, se vuoi provare a vivere, procurati una bici e comincia a pedalare.
Come punto di partenza prova ad segnarti sulla mappa del ciclocensimento romano, troverai i contatti di tanti cittadini romani che hanno scelto di pedalare e magari abitano nel tuo stesso quartiere.
Il mercoledì invece prendi questa bici e pedala fino alla terrazza del pincio, subito dopo il tramonto comincia il ciclopicnic, con qualsiasi cosa da condividere, che sia cibo o sian bibite, potrai conoscere tantissimi ciclisti urbani e prendere contatto con un’altra filosofia di vita.
Se questo modo diverso di vivere la vita farà per te, iscriviti gratuitamente al forum di cicloappuntamenti, così potrai proporre i tuoi appuntamenti, conoscere altri ciclisti e partecipare alle gite proposte dagli altri.
C’è tutto un mondo che ti aspetta, perchè non provare a viverlo?