Roma: oggi manifestazione per chiedere chiarezza sulla morte di Stefano Cucchi
Sabato, 14 Novembre 2009
Il caso Cucchi sta destando ormai da settimane l’indignazione nazionale. A distanza di quasi un mese, sul ragazzo deceduto misteriosamente si è detto ormai di tutto. Ma fatto molto poco. L’unica certezza è che la responsabilità di questa tragica morte è di qualcuno, o probabilmente più di qualcuno. E quei “qualcuno” devono pagare.
La cosa che però più stupisce è la velocità con la quale è stato seppellito il corpo, dopo l’autopsia, nonostante il caso fosse ancora del tutto irrisolto. Tant’è che è stata ordinata la riesumazione. Perchè tanta fretta? Sei persone indagate, tra medici e secondini. Si voleva forse mettere a tacere la tragica scomparsa del trentunenne romano? Certo che, dopo aver sentito certe dichiarazioni come quella del sottosegretario Giovanardi, non c’è da stupirsi. Stefano - secondo quest’ultimo- sarebbe morto perchè anoressico e tossicodipendente. Quando anche i somari hanno visto le immagini del corpo massacrato. Ci vuole coraggio a fare simili affermazioni. Di fatti, il suddetto, in seguito alla grande figuraccia nazionale, ha dovuto ritrattare e chiedere scusa alla famiglia del ragazzo. E’ il minimo.
Ma non è questo il punto. Il punto è perchè si è cercato di far passare per mistero un decesso avvenuto in una struttura ospedaliera dove tutto dovrebbe essere chiaro come la luce del sole? Invece, anche le cartelle cliniche riportano strane incoerenze. Non mi risulta che se un paziente rifiuta l’alimentazione i medici lascino correre. Mi risulta piuttosto che si debba, in tutti i modi possibili, salvaguardare la vita. Anche di un detenuto. Oppure la vita di un carcerato, per qualcuno, non ha lo stesso valore di un qualsiasi altro essere umano? E non ci raccontassero ancora che non esistono sistemi, perchè non è credibile. Sarebbe bastato sedarlo e alimentarlo via flebo. Tuttavia, i medici indagati dell’Ospedale Pertini dichiarano di non aver riscontrato nessuna lesione mortale: “Se le avessimo riscontrate, avremmo avuto l’obbligo di denunciarle.”
E perchè mai? Un uomo deve per forza morire? Quei segni non erano forse sufficienti a dimostrare che comunque aveva subito un pestaggio da denuncia? E ancora: “Il ragazzo era in grado di intendere e di volere, solo in caso contrario sarebbe stato possibile intervenire per alimentarlo a forza. E non c’era l’imminente pericolo di vita”. Cioè? Un uomo deve per forza impazzire affinchè si prendano seri provvedimenti nei suoi confronti?
Ma soprattutto non si capisce come un fatto escluda l’altro. Se venisse provato che è morto per denutrizione o infarto, verrebbe automaticamente dimenticata la violenza che Cucchi ha subito? Il corpo massacrato che tutti abbiamo visto, è -sì o no- la prova che qualcuno ha picchiato questo ragazzo? E dunque, in ogni caso esistono diverse responsabilità, in questa vicenda. Uno: chi e perchè lo ha martorizzato? Due: chi e perchè ha permesso che si spegnesse lentamente in quel letto d’ospedale, forse per le percosse subite, forse per il rifiuto al cibo? Le due cause sono concatenanti? Non ci è dato ancora saperlo.
Oggi, a Roma, l’indignazione di fronte ai tanti lati oscuri di questa triste storia, scende in strada. La manifestazione si terrà alle ore 18 in Piazza Campidoglio. “Ci troveremo anche noi oggi pomeriggio in Piazza del Campidoglio per chiedere allo Stato chiarezza sulla terribile morte di Stefano Cucchi, un ragazzo della nostra città la cui morte violenta non può e non deve rimanere un altro dei tanti misteri che avvolgono l’Italia.
Tutti vogliamo chiarezza. E le innumerevoli manifestazioni a favore di Stefano Cucchi e la sua famiglia sono il segno evidente di un Paese che non accetterà MAI un torbido insabbiamento delle verità.
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Il Sig. Antonio Marino, concorrente della prima edizione di X Factor, trasmissione televisiva di Raidue, è stato denunciato per molestie sessuali di stampo omosessuale ai danni di minori di 14 anni. Si prega, pertanto, di diffidare di tale soggetto, sia per motivi professionali che non.
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Andrea Izzo
Polizia di Stato di Roma
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