Roma: Berlusconi, Fini e Bossi minacciati
Sabato, 17 Ottobre 2009
Ho l’impressione che l’Italia sia seriamente in tumulto. Non c’e da stare affatto tranquilli. E d’altronde come potrebbe essere altrimenti, viste le recenti vicissitudini di questo Paese?
Oggi è stata resa nota la minacciosa missiva delle Brigate rivoluzionarie comuniste indirizzata a Berlusconi, Fini e Bossi, risalente al 8 ottobre: il giorno successivo alla bocciatura della Consulta sul Lodo Alfano, nella quale si legge: “Lasciate la politica e il primo (il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ndr) si consegni alla giustizia comune perché in quella comunista la sentenza sarà inevitabile”. Il messaggio assicura inoltre che non saranno usati metodi violenti - bombe o strumentalizzazioni di innocenti - ma una vera rivoluzione armata stile “Cuba”. L’ultimatum era stato stabilito per le 23,59 del 16 ottobre. Il giudizio dei minacciati è stato unanime: nulla di allarmante. Il Premier conferma che proseguirà il suo lavoro, Fini ritiene la minaccia opera di un folle. La lettera è ora al vaglio della Digos. Potrebbe anche essere tutta una montatura, e in questo caso sarebbe ancor più da preoccuparsi.
Certo è che manifestazioni, appelli, scioperi contro il Governo si susseguono a ritmo serrato. Spuntano come funghi, ogni giorno si viene a conoscenza di una nuova protesta. Oggi a Roma si è svolta la manifestazione nazionale contro il razzismo con un’affluenza di circa 200.000 manifestanti. L’Associazione Nazionale Magistrati, dopo le ultime dichiarazioni del Presidente del Consiglio riguardo alla riforma della giustizia, e in seguito al caso del giudice Raimondo Mesiano ridicolizzato da Canale5, si ribella proclamando lo stato di agitazione. In rete circola anche un appello sempre a favore del giudice dal “calzino turchese”.
Le donne s’indignano per il caso Berlusconi/Rosy Bindi, firmando un appello su La Repubblica. Pochi giorni fa si è svolta la manifestazione per la libera stampa. Idem contro la riforma della Gelmini e l’omofobia. Famoso lo sciopero dei blogger indetto da dirittoallarete, oltre ai numerosi gruppi e siti antigoverno sparsi per il web. Infine il previsto noberlusconiday che si terrà il 5 dicembre, sempre a Roma.
Insomma, Italia in fermento contro una politica che sta assumendo sempre più sembianze grottesche e improponibili. Non ultime le pesanti parole rivolte al Presidente della Repubblica. E la minaccia ( assolutamente inaccettabile ) che arriva oggi ne è l’ulteriore prova. Anche se fosse il delirio di un solo folle, è evidente il clima allarmante nel quale versano gli italiani. Non sarà veramente giunto il momento che Berlusconi consideri seriamente l’idea di dimettersi, invece di ostinarsi a elogiare e difendere il suo “operato” da molti, troppi, criticato?
1 commento a “Roma: Berlusconi, Fini e Bossi minacciati”
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L’Arroganza e l’ottusità ampiamente ribadite da chi è al potere, hanno anche queste conseguenze di cui avrebbero dovuto tenere conto, visto che di Padroni non c’e ne sono e non c’e ne devono essere. E’ il popolo sovrano, ma questo tendono a dimenticarselo con troppa facilità. Poco male per Loro, il problema è che a pagare come sempre saranno innocenti che non hanno nulla a che vedere con tali rivendicazioni di cui, soprattutto, non ci dovrebbe essere bisogno alcuno. Ma a quanto pare, la verità in un modo o nell’altro viene sempre a galla….