Roma: è in corso la manifestazione sulla “libertà di stampa”
Sabato, 3 Ottobre 2009
L’appuntamento è a Roma, dalle 15,30 alle 19 in piazza del Popolo, già gremita di gente, per la manifestazione sulla libertà di stampa organizzata dalla Fnsi. Fra gli ospiti anche Roberto Saviano.
Ormai è risaputo: il Governo ed il suo Grande Capo stanno facendo l’impossibile per imbavagliare la stampa e non solo. La Legge Bavaglio, non ancora approvata, è stato il primo segnale d’allarme. La denuncia del Premier alla Repubblica e l’Unità èinvece il colpo finale. Non v’è ombra di dubbio: l’informazione, che non fa comodo al caro Presidente BerLosconi, deve tacere. E per sempre. E così sono fioccate le querele per diffamazione. Su Repubblica è stata pubblicata la petizione contro questo ulteriore tentativo d’intimorire il giornalismo. Le adesioni sono ormai giunte a 65.000. Non ultimo è il tentativo di bloccare anche Santoro e la sua trasmissione Annozero. Il contratto di Travaglio è ancora in sospeso.
E mettiamoci anche i blogger, presi di mira perchè liberi di scrivere e divulgare senza censura alcuna, al contrario dei giornalisti di professione che devono obbedire al loro editore. Contro la Rete, infatti, oltre alla Legge Bavaglio, ecco spuntare un altro avvocato di Berlusconi, l’On. Pecorella, che presenta il DDL Costa-Pecorella: tutta la rete deve assoggettarsi alla Legge sulla stampa. Una legge che - tra l’altro - è vecchia come il cucù . I blogger hanno già scioperato, a suo tempo, con una giornata di silenzio organizzata dal Social “dirittoallarete“.
Insomma, questo Presidente ha deciso che di Lui si deve parlare e scrivere solo bene. E se le inventa tutte, ma proprio tutte, oltre ad abusare del suo potere mediatico, per chiudere la bocca a chi lo sta sbufalando. Compresa la stampa estera che ormai se la ride a crepapelle. Queste ulteriori mosse, a mio avviso poco democratiche, non fanno che peggiorare la posizione del Cavaliere ormai errante il quale, a sciabolate mediatiche, giudiziarie e incostituzionali, si arrampica sugli specchi con i denti.
Il diritto all’informazione è sacrosanto e nessuno ce lo può togliere. L’opinione pubblica deve sapere, conoscere le diverse campane e farsi un’idea libera e propria. Ma se lasceremo che si raccontino solo le favolette strabilianti del Premier, autodefinitosi persino il migliore degli ultimi 150 anni, permetteremo il completarsi del processo di lobotomizzazione degli italiani. E questa non è democrazia. A casa mia.
Poco fa D’Alema, presente alla manifestazione, ha risposto così al Premier che ha parlato di un evento farsa: “E’ sempre di cattivo gusto insultare i cittadini soprattutto quando si mobilitano cosi’ numerosi. Semmai, occorrerebbe capire perche’ sono qui e cosa chiedono”.
Partecipare numerosi è dunque la parola d’ordine contro questo pseudo regime che sta cercando di imporre con tutti i mezzi possibili e immaginabili la sua unica legge: quella del silenzio stampa.
1 commento a “Roma: è in corso la manifestazione sulla “libertà di stampa””
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E la Manigìfestazione sulla Scuola? Anche quella è libertà di informazione viste le Bugie della Gelmini!!!! Chissà se prima di essere nominata ministro, la Gelmini sapeva già che il suo ministero della pubblica istruzione sarebbe stato in realtà un’appendice del ministero dell’economia e delle finanze. Una sorta di cavallo di Troia usato dal governo per tentare di risanare i propri debiti, mascherando da riforma un sistema di tagli indifferenziato, foriero di un regresso senza precedenti nel mondo dell’istruzione del nostro paese. Alla fine però se ne sono accorti tutti e la stessa Gelmini ha dovuto ammettere che il decreto comporta 7,8 miliardi di euro di tagli alla Scuola. Ormai solo tra i fedelissimi chiamano ancora “riforma” quello che in realtà si è rivelato un vero e proprio colpo di scure all’istruzione scolastica. Politici, sindacalisti, insegnanti, precari, da tempo dicono la loro sui giornali e in tv, ma sempre più di rado si fa riferimento ai contenuti del decreto, al punto che da pochi giorni qualcuno ha sostituito il concetto di “maestro unico” con quello di “maestro prevalente” del quale, manco a dirlo, nel decreto non c’è nessuna traccia. Per farsi un’idea basta leggersi gli otto articoli che compongono il “taglio Gelmini” proprio dal sito del governo (http://www.governo.it/Governo/Provvedimenti/testo_int.asp?d=40106) . Quello che colpisce, oltre al titolo, “Disposizioni urgenti in materia di istruzione e università“, sono le premesse: “Ritenuta la straordinaria necessità ed urgenza di attivare percorsi di istruzione di insegnamenti relativi alla cultura della legalità ed al rispetto dei principi costituzionali…”