Noi che… quello che è mio è mio e quello che è di tutti non è di nessuno
Venerdì, 7 Dicembre 2007
Su Corriere Magazine di oggi ho letto un interessante articolo di Goffredo Buccini.
Partendo dalla vicenda di Giovanni Catanzaro detto Katanga, già comandante dei Vigili Urbani di Roma, Buccini fa alcune considerazioni, a partire dal fatto che Katanga, col suo “gesto estremo”, interpella tutti noi romani.
“Noi che adesso inondiamo di lettere indignate le cronache cittadine dei giornali… “e che, però, a una certa ora del mattino, quando c’è da accompagnare il pargolo, parcheggiamo dove capita, bloccando con la doppia file chi capita”…
“Noi che ce la prendiamo con gli spazzini dell’AMA ma facciamo una fatica bestiale a mettere la bottiglia di plastica nel cassonetto della plastica, il barattolo di vetro in quello del vetro e più spesso scappiamo come ladri lasciando il sacchetto sul marciapiede”…
“Noi che il nostro cane dove gli scappa gli scappa”… “e di raccogliere i bisognini non se ne parla neanche”…
“Noi che”… “quello che è mio è mio e quello che è di tutti non è di nessuno”.
Buccini conclude ricordando che, secondo i dati del Difensore Civico, a Roma vengono divelte 8.000 panchine l’anno.
Forse dovremmo cominciare a impegnarci un po’ tutti per rendere più vivibile e vivere meglio la nostra bella città; a dare il buon esempio per cercare di controbilanciare i cattivi esempi.
6 commenti a “Noi che… quello che è mio è mio e quello che è di tutti non è di nessuno”
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Volete un bell’esempio di coerenza cittadina ?
A Piazza San Domenico Savio i residenti (e non solo) hanno contestato la realizzazione del PUP e questa e’ la situazione della piazza ad oggi:
http://zonalais.altervista.org/index.php?entry=entry071207-093023
Il solito pezzo paternalistico scritto da chi non ha mai messo le immondizie nei cassonetti, che nel 90% dei casi sono impraticabili sia perché non posizionati giornalmente a regola d’arte da parte degli addetti, sia per la omessa manutenzione dei dispositivi di apertura che in ogni caso risultano non adeguati tant’è che ora il Comune sta sostituendo i contenitori.
Gli animali domestici (sic) vanno tenuti in casa e non portati a passeggio per fare i bisognini.
Quando gli amministratori sono seri, come ad esempio a Desenzano sul Garda, viene vietato di portare gli animali a passeggio per il centro cittadino con tanto di segnali stradali piazzati su ogni accesso e la paletta la lasciano ai bambini per giocare con la sabbia sulle rive del lago.
Se tutti fossero perfetti che bisogno c’era dell’Inferno, del Purgatorio o della Polizia municipale.
Sempre a proposito delle cacche dei cani che i padroni animali lasciano sui marciapiedi, per la gioia di chi le calpesta come mai, ad esempio, Buccini non si chiede dove sono finite le Kamoto, cioè le 50 motociclette adibite all’aspirazione delle cacche, comprate dal Comune di Roma alcuni anni fa e affidate all’AMA con un contratto di servizio rinnovato a tutto il 2007. Si veda:
http://www.italiaroma.it/nettezza-urbana/dove-sono-finite-le-kamoto/
No ci sembra un pezzo paternalistico anzi, ci sembra un pezzo di richiamo
alle proprie responsabilita’ di cittadini.
Il paternalismo in questo momento (a Roma) lo sta facendo l’opposizione, predicando bene e razzolando male.
Esempi concreti nel IX Municipio e’ un continuo affissionismo abusivo dei partiti di destra (a volte anche del PD per la verita’) eppure i consiglieri di opposizione parlano di degrado.
Le deficienze dell’AMA e del Comune possono essere oggetto di indagini la sempre maggiore maleducazione ed indifferenza dei Romani sembrano invece impossibili da debellare.
ZonaLais
“Se ognuno pulisse davanti all’uscio di casa propria, l’intera città sarebbe pulita”. Così dice il saggio.
Noi romani possiamo fare sicuramente di più per migliorare la vivibilità della nostra bella città.
Dice ZonaLais:
“Se ognuno gettasse la propria immondizia negli appositi contenitori, l’intera citta’ sarebbe pulita”